Diamanti Lab Grown: cosa sta succedendo nel mercato?

Un’analisi sul fenomeno e sulle domande che ci facciamo ogni giorno.

Se lavori nel settore orafo, o se stai cercando un diamante per un momento importante della tua vita, è difficile che tu non abbia sentito parlare di diamanti lab grown. Sono ovunque: nelle fiere, nei cataloghi, nelle conversazioni tra buyer, nelle ricerche Google. Il mercato ne parla. Il settore si divide.  E noi in Lusi Gioielli ascoltiamo, osserviamo, facciamo domande, produciamo.  

Cosa sono i diamanti lab grown

Un diamante lab grown (chiamato anche “diamante sintetico” o, con traduzione letterale, “diamante coltivato in laboratorio”) è identico a un diamante naturale sotto il punto di vista chimico, fisico e ottico. Stessa struttura cristallina in carbonio puro. Stessa durezza Mohs 10. Stessa rifrazione della luce. Non è un’imitazione. Non è zirconia cubica. Non è moissanite. La differenza è nell’origine. I diamanti naturali si formano a circa 150 km di profondità nella crosta terrestre, sotto pressioni e temperature straordinarie, nell’arco di miliardi di anni — risalendo in superficie attraverso violente eruzioni vulcaniche. I lab grown vengono prodotti in laboratorio attraverso due processi principali: HPHT (High Pressure High Temperature) e CVD (Chemical Vapor Deposition). In settimane, o mesi. Questo è un dato tecnico. Il punto di vista è dove inizia il dibattito.  

Perché il mercato si è diviso

Fino a qualche anno fa i diamanti lab grown erano una nicchia. Oggi rappresentano una quota crescente del mercato globale, in particolare nel segmento engagement ring e fine jewellery. Il prezzo è crollato: un lab grown di pari caratura e qualità può costare oggi sensibilmente meno rispetto alla controparte naturale. Questo ha cambiato le domande dei buyer. Ha cambiato i criteri di acquisto dei consumatori finali. Ha aperto nuove opportunità e sollevato nuove preoccupazioni. Chi è favorevole al lab grown sottolinea: produzione tracciabile ed etica garantita; ridotto impatto ambientale (almeno in teoria: dipende molto dalla fonte energetica del laboratorio); accessibilità e possibilità di ottenere pietre di grande caratura a prezzi prima impensabili per fasce più ampie di consumatori. Chi è scettico risponde: il mercato secondario per i sintetici è ancora incerto, e il valore di rivendita dei lab grown non si è ancora stabilizzato. Il diamante naturale, invece, porta con sé milioni di anni di storia geologica: l’origine che nessun processo industriale può replicare e un valore che nel tempo si è dimostrato più solido. Entrambe le posizioni hanno solide argomentazioni.  

Le domande che ci facciamo, e che facciamo ai nostri partner

In Lusi Gioielli lavoriamo con diamanti naturali e con diamanti lab grown non per seguire una tendenza, ma perché crediamo che la risposta giusta dipenda dal progetto, dal mercato di riferimento, dalla storia del cliente.   Questo ci obbliga a fare domande. Ogni giorno. Abbiamo più domande aperte che risposte certe. Per questo restiamo in costante confronto con i nostri partner e con l’evoluzione del mercato.   Identificazione del diamante: perché fa la differenza Un punto importante è la trasparenza sulla pietra: apponiamo l’incisione LGD, un’indicazione chiara e immediata che identifica la natura della pietra utilizzata. Non un obbligo normativo: una scelta. Perché crediamo che la chiarezza verso chi acquista sia un valore, prima ancora che una buona pratica.

Cosa ci dice il mercato oggi

I segnali sono contraddittori ed è normale in una fase di transizione.   Da un lato, grandi gruppi internazionali che inizialmente avevano resistito sono entrati nel segmento lab grown con marchi dedicati, per poi ridimensionare la presenza a fronte del crollo dei prezzi. Un segnale che il mercato non si è ancora assestato.   Dall’altro, una fascia crescente di consumatori (soprattutto millennial e Gen Z) dichiara di preferire i lab grown per ragioni etiche ed economiche. Ma preferire nella ricerca non significa sempre acquistare: il dato di conversione racconta spesso una storia più sfumata.   Alle fiere di settore abbiamo incontrato un’industria ancora alla ricerca del proprio linguaggio su questo tema. I buyer fanno domande più precise rispetto a tre anni fa. I marchi strutturati hanno già una politica chiara. Molti altri stanno ancora decidendo.

Il dibattito è aperto, noi anche.

Lusi Gioielli è nata e cresciuta a Vicenza, nel cuore del distretto orafo italiano. Non inseguiamo ogni trend, né rifiutiamo a priori ogni cambiamento. Lavoriamo con diamanti naturali e con diamanti lab grown. Il nostro criterio non è “naturale o sintetico”,  li selezioniamo con la stessa cura. È trasparenza verso il cliente e coerenza con il progetto che ci viene affidato.   Il fenomeno dei lab grown è uno specchio del settore in questo momento: rivela chi ha una visione, chi insegue il mercato, chi preferisce non sbilanciarsi. Noi preferiamo parlarne: con i nostri partner, con i nostri clienti. Crediamo che il mercato si costruisca con la conversazione.   E tu, cosa ne pensi? Se sei un buyer, un professionista del settore o stai valutando un acquisto importante: siamo curiosi di ascoltarti. Scrivici. Commentaci.   _________________________________

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